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29/mag/2012

La cultura del debito

Quest'epoca economica sta finendo purtroppo con i padri  di famiglia che portano al banco dei pegni gli anelli di fidanzamento, le fedi nuziali, gli orecchini della nonna i gioielli di famiglia, per pagare le rate del mutuo, le bollette di casa, per fare la spesa.

Per andare avanti si è disposti a fare anche questo.

Purtroppo le redini del sistema finanziario sono sfuggite di mano, e adesso qualcuno ci sta presentando il conto.
La perdita dei posti di lavoro a tempo indeterminato ha generato una nuova classe sociale, che può continuare a vivere solo ricorrendo al debito con le finanziarie.

L'italiano negli anni settanta e ottanta comprava l'automobile anticipando almeno il sessanta per cento del costo totale, o addirittura pagandola interamente in contanti.
Una volta si comprava tutto per contanti, adesso la società ingannata, è schiava di un sistema che gli impone di lavorare per pagare le rate infinite della sua auto, o ultimo modello di cellulare appena uscito.

La verità è che tu non possiedi le cose che dici di possedere, sono le cose che possiedono te.


Debiti per tutto: per la casa, per l'auto, per i vestiti, per le vacanze e per la busta della spesa.
Nel frattempo molti rischieranno di perdere la casa, il lavoro, oltre ai quei quattro soldi che si trovano giacenti e dormienti sui conti correnti.

Temo che nei prossimi anni la rabbia sarà tale che sprigionerà impulsi di rivolta, e mai come prima, soprattutto in quest’epoca, ognuno di noi sarà veramente artefice del proprio destino.

In tutto questo si deve prendere coscienza che la paura è la più grande nemica per chi vuole fare  un cammino concreto di liberazione, crescita e consapevolezza individuale, creandosi nuove possibilità, per  riuscire a migliorare la propria vita, sia economica che sociale.

Il rischio di perdere quello che ci siamo costruiti e che ci circonda, ha in se due possibili reazioni (come le due facce di una medaglia), la prima può essere positiva, ricevendo l'impulso di osservare la vita da una prospettiva nuova, creando il proprio futuro, ovvero cercando la verità dentro noi stessi.

La seconda è reagire secondo i dettami che ci ha insegnato il sistema, delegando ancora ad altri la sorte della nostra esistenza.

Alla maggior parte delle persone sfugge sotto il naso, aiutati anche dalla disinformazione costante dei media, la possibilità che può offrire internet come fonte di informazione, e nuova frontiera lavorativa, imparando ad esempio la professione del Marketer, online-offline, lavorando comodamente da casa.

Una realtà concreta per molti professionisti del web.

Consideriamo, per esempio, il giovane italiano di venticinque-trenta anni, generalmente con una cultura medio-bassa, che cerca lavoro come operaio o dipendente.

La sua concezione della vita e del lavoro è quella di guadagnarsi  lo stipendio che lo spingerà poi (accecato da una pubblicità ingannevole), all'acquisto di  beni  servizi superflui, e tralascierà di investire su se stesso e sulla propria formazione personale.

Chi è particolarmente portato per essere abbindolato, alla fine, diventa lentamente un automa che lavora solo per consentire al sistema di sfruttarlo più che può.

Non lavorate per vivere, ma vivete per lavorare e quei quattro soldi che pigliate se li prendono le banche, le multinazionali e i beni di consumo caricati di interessi.

Sarebbe molto meglio investirli puntando su se stessi.
Ma, alla fine, chi è causa del suo male pianga se stesso.

Questa se continueremo così, sarà un'epoca senza precedenti, in quanto per la prima volta dopo decenni di progresso e prosperità economica, probabilmente, le nuove generazioni saranno più povere di quelle precedenti.

La maggior parte di quelli che stanno leggendo questo articolo, nei prossimi 10/15 anni vivrà in uno stato di precarietà economica e lavorativa senza precedenti, con un lavoro a singhiozzo, e senza alcuna garanzia.

Questa è la conseguenza non lontana, che già si percepisce in Italia; pensa solo a quante famiglie, già oggi,  hanno dovuto modificare il proprio tenore di vita per riuscire a vivere.

Chi di voi si sente ‘diverso’ dalla massa, e se realmente ne è diverso anche nei fatti, allora saprà crearsi una realtà differente, dal momento che solo noi possiamo essere responsabili per la realtà che stiamo vivendo in questo momento e vivremo in futuro.

Siamo così assuefatti al sistema, che non ci accorgiamo più della sua assurdità, e non c’è alcun motivo per cui una decisione individuale dovrebbe essere peggiore della decisione della maggioranza, non essendo quest’ultima più vicina al Vero .

Franco Andres

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